SERIE B, IL PUNTO SUL CAMPIONATO

Il classico match colmo di furore agonistico e tanta rabbia. Parola di mister Longo ai microfoni in sala stampa al termine del pareggio contro Lo Spezia. Il tecnico piemontese se la prende (non apertamente, certo) con l’operato arbitrale che, a detta di tutti, ha notevolmente compromesso la partita, con l’assegnazione del calcio di rigore nei confronti della compagine bianconera per fallo di mano di Beghetto, realizzato poi da Gilardino. Un pari che sa di beffa, anche perché (fatta eccezione per una traversa colpita dall’attaccante ex Milan nella prima frazione) pochissimi sono stati i tentativi della squadra di casa verso la porta difesa da Bardi.
Ci sarebbe anche altro da recriminare, in quanto non sarebbe chiaro a tutti l’episodio al minuto 86′: punizione di Beghetto scodellata in area, testa di Terranova e tap-in vincente col sinistro di Nicola Citro (da poco entrato sul rettangolo di gioco); il signor Marinelli vede però un fallo del centrale difensivo gialloazzurro e non convalida quello che per qualche attimo è sembrato per davvero essere un goal regolare.

Frosinone che dunque, guardando complessivamente ai 90 minuti, avrebbe meritato l’intera posta in palio, al termine di una gara esemplare sotto il profilo dell’intensità, determinazione e voglia, nonostante soprattutto la grande emergenza con la quale ha dovuto fare i conti alla luce di ben sei assenze per infortunio (tra cui Gori, Paganini, Sammarco, Frara, Soddimo e Matarese) ed una per squalifica (riguardante Ariaudo).

Non c’è tempo però di pensare a quanto avvenuto ormai lo scorso weekend perché tra meno di 3 giorni, al Benito Stirpe, arriverà l’Avellino di Walter Alfredo Novellino (ex allenatore di Sampdoria e Torino) a quota 18 punti in classifica, alla pari di Novara e Cittadella, e reduce dal pari interno contro la Virtus Entella per 0-0. Tra le due compagini c’è senz’altro rispetto e profonda stima, visto anche il gemellaggio, ma la beffa dello scorso anno al Matusa (1-1 il risultato finale) e l’ultima frenata per l’appunto in terra ligure dovranno necessariamente far suonare un campanello d’allarme nella testa dei nostri ragazzi. Un solo obiettivo nella mente: vincere! Per mettere a tacere ancora una volta tutti e riagguantare un primato in classifica finito troppo presto in mani altrui.

CONDIVIDI