Pd: Mai più “tifo” elettorale

Mai più “tifo” elettorale, malattia dell’immaturità. Analisi del voto molto dura, e il Pd ora si impegna in una nuova, duplice, campagna.

L’attesa riunione della direzione provinciale del Pd ciociaro tenuta ieri presso la sala conferenze nell’ormai rituale sala conferenze del ristorante Memmina, a Frosinone, ha avuto un esito prevedibile ma importante. Il confronto, senza esclusione di colpi, sul risultato elettorale negativo di Cassino, se ha connotato la riunione con la sempre benefica pratica della franchezza, ha sancito come tra le fazioni cassinati non vi sia alcuna volontà di superare la frattura locale, probabilmente insanabile anche a causa del logoramento eccessivo dei rapporti personali.

I rappresentanti cassinati non hanno colto l’opportunità di trovare nella massima assise del partito lo slancio della ricomposizione ne’ di manifestare almeno il germe della volontà di andare oltre l’impasse, a riprova di come il commissariamento del circolo della Città martire fosse l’unica soluzione possibile da parte degli organismi regionali, di prammatica. Anche l’intervento dell’On. Fardelli, al “riesordio” negli organismi politici del partito dopo il suo recente “rientro”, sebbene avesse dato all’inizio l’impressione di porsi con toni al di sopra della diatriba locale, andamento che avrebbe fornito un contributo positivo per incamminarsi sulla strada della “ricostruzione”, è finito per incartarsi nei meandri della polemica ormai trita e ritrita sulle dinamiche della frattura anziché suggerire percorsi di ricostruzione, cioè quelli che sono il compito non facile ma obbligatorio dei referenti e dei dirigenti. E quale sarebbe il ruolo di Fardelli nel Pd cassinate se non quello di volerne diventare almeno il referente?

Negli interventi di Scalia, De Angelis, Pilozzi e Pompeo, sebbene con dei distinguo, il comune denominatore del tragitto da percorrere nell’immediato. Scalia e De Angelis, in riferimento alle elezioni amministrative future, hanno convenuto sulla necessità di riaffermare una regola certa nei comuni sopra i 15.000 abitanti, cioè quelli dove è previsto il doppio turno: obbligo di presentarsi sotto le insegne del partito, cioè di apposizione del simbolo del Pd e elezioni primarie per la designazione del candidato a sindaco. Il riferimento immediato è alle elezioni di Frosinone che si svolgeranno nella prossima primavera. Entrambi hanno anche sottolineato come sia necessario un confronto anche profondo sulla proposta programmatica ma, altrettanto, sia necessario l’abbandono dell’atteggiamento “tifoso” delle parti in causa. Tradotto: è indispensabile azzerare il rischio che le elezioni primarie diventino un terreno di scontro insanabile anziché un momento di pratica democratica.

A questa linea, del resto logica, ha dato suo contributo anche Sara Battisti la quale ha chiesto nell’immediato un incontro operativo con il quale dare effettivo avvio al confronto sulle strategie da applicare per le prossime amministrative. Parimenti ha invitato a celebrare primarie di coalizione e non di partito e a superare il frazionismo teso al raggiungimento di risultati di parte, cioè al solito “contarsi” sul successo o meno dei consiglieri comunali appartenenti a questa o a quella componente, pratica che impedisce di puntare con decisione al bersaglio grosso, cioè la vittoria delle elezioni.

L’unità del centrosinistra è il primo risultato da cogliere nel ragionamento di Francesco De Angelis. Un concetto che va ripetendo da mesi e che vede necessario in una versione anche allargata alla società civile “migliore”. Quella non inclusa nei partiti ma che può dare il contributo decisivo per l’affermazione, anche e soprattutto in chiave elettorale, di un programma nel quale si riconosca e condivida. E’ evidente, ribadisce De Angelis, come a conti fatti tale contributo sia ineludibile. Questo è il discorso del “laboratorio politico” del centrosinistra che lo stesso presidente dell’Asi lanciò proprio in un’intervista concessa al nostro settimanale “Perté Week”.

Più sulla necessità di infarcire di contenuti politici l’azione del partito provinciale, una matrice convincente e propositiva da esporre all’elettorato, il discorso dell’on. Nazzareno Pilozzi. Sulla costruzione della coscienza unitaria del Pd prima ancora di quella della coalizione (anch’essa indispensabile) è stato incentrato l’intervento del presidente della Provincia, Antonio Pompeo, il quale ha ricordato come il compito della politica sia quello di costruire ponti anziché distruggerli.

Il dibattito della Direzione del Pd è stato ricco e molto articolato poiché molti sono stati gli interventi. Si sono registrati interessanti contributi da parte di MazzocchiPittiglio, Tucci, Venturi  e altri. Da parte di rappresentanti del Giovani Democratici una dura, ma composta, critica nell’analisi degli ultimi accadimenti.

Nei discorsi dei big del partito, in sintesi, l’antica e salutare regola di ritrovarsi concordi a “far succedere” qualcosa e, al contempo a “evitare che succeda” qualcos’altro. Adagio da impiegare anche sull’altro argomento che agita la vita del partito: il referendum costituzionale. Uno scoglio irto e periglioso, intriso di significati politici, sul quale rischia di infrangersi la nave di Renzi con tutto il suo carico di riforme. L’azione che hanno richiamato in tanti è dunque quella di impegnarsi allo stremo per “far succedere” la vittoria del Sì e “evitare che succeda” la trasformazione del referendum sulla costituzione in un referendum su Renzi. Ciò spiegando a fondo le motivazioni della riforma, possibilmente senza cedere alla tentazione di utilizzare argomentazioni populiste che consegnerebbero il partito al mare magnum della irriconoscibilità e, probabilmente, al baratro di una sconfitta catastrofica.

 

Al segretario Simone Costanzo, ora, il compito certo non facile di condurre questo partito in una fase operativa immediata e al presidente Domenico Alfieri quello di vigilare sul superamento della tentazione autolesionista che ha caratterizzato le ultime stagioni.

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Dario Facci
Direttore at Pertè Online
Dario Facci è un giornalista e un fotografo, ha iniziato nella rivista mensile “Lo Stato delle Cose” e ha lavorato presso RTM RadioTeleMagia, RTM Televisione, TVN Televisione, Lazio Tv. Ha diretto Ciociaria Oggi, l’edizione frusinate de L’Opinione, Accademia del Buongustaio, Numero Zero, Perté Magazine, Il Regionale, La Provincia Quotidiano.

E’ attualmente direttore di Perté Week, Perté Online e Radio Pertè. Ha collaborato con L’Unità, La Repubblica, Sinistra Europea, Qui Magazine, To Be, Ciociaria Turismo. Sue fotografie sono state pubblicate su Ciociaria Oggi, La Repubblica, L’Unità, iI Tempo, La Gazzetta del Mezzogiorno, Novi Listi Glas Istri (Croazia), Primer Acto (Spagna), Village Voice (Stati uniti d’America), La Maga (Cile), To Be, Qui Magazine, Accademia del Buongustaio, Numero Zero, Pertè Magazine, Perté Week
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