Anagni: Morta per shock anafilattico, i Cinque Stelle denunciano i tagli alla sanità regionale

OSPEDALE DI ANAGNI -

“La morte della donna di Anagni per shock anafilattico è un fatto terribile, non solo per i familiari della vittima a cui esprimiamo la nostra vicinanza, ma per tutti i circa 80mila cittadini del territorio, che dallo scorso 15 luglio sono rimasti senza un Punto di Primo Intervento (Ppi) presso la struttura sanitaria locale. Una tragedia che racchiude una grande lezione per il governatore Zingaretti: risanare i conti della sanità regionale non può comportare il taglio di servizi essenziali per la salute e la sicurezza dei cittadini”.

Così i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle del Lazio, intervenuti sul tragico episodio di questa mattina. “Nei giorni scorsi – proseguono i pentastellati – abbiamo provato a scongiurare la chiusura del Punto di Primo Intervento dell’ospedale di Anagni facendo approvare in Commissione Sanità alla Regione Lazio un atto perché restasse aperto. Pochi giorni dopo, invece, la Asl di Frosinone attualmente commissariata ne ha disposto la chiusura. Un provvedimento incomprensibile che, oltre a non recepire il voto della Commissione, è in netta contraddizione con l’atto aziendale della stessa Asl Frosinone datato 3 agosto 2017, che riconosceva il Ppi di Anagni come parte del presidio ospedaliero territoriale e, in quanto tale, veniva escluso dal riordino del sistema ospedaliero disposto dall’allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin”.

La nota del Movimento 5 Stelle del Lazio si chiude con una richiesta al presidente della Regione Nicola Zingaretti e all’assessore alla Sanità Alessio D’Amato “di riaprire al più presto il Punto di Primo Intervento dell’ospedale di Anagni, per evitare nuove carenze di soccorso, a tutela delle comunità locali e nel rispetto del voto della Commissione regionale Sanità”.