Carceri sovraffollate, Ciacciarelli chiede l’intervento del Ministero

Inevitabilmente connesso con il tema della sicurezza, un tema quanto mai attuale, visto l’alto tasso di furti e rapine a mano armata che stanno interessando l’intera penisola, non lasciando affatto incolume il Basso Lazio, è il problema del sovraffollamento delle carceri. Si stima, dati alla mano, che i detenuti reclusi negli istituti laziali, fino al 31 Gennaio 2017, siano 6.211, di contro alla regolare capienza che ammonta a 5.235, per cui attualmente si stima un sovraffollamento di ben 976 detenuti, in eccesso rispetto al mese precedente. In particolare, desta preoccupazione la situazione degli istituti di Viterbo, Cassino, Frosinone, Civitavecchia, Rebibbia, Regina Coeli, Velletri. Un sovraffollamento, seppur lieve, si registra negli istituti di Latina e Rieti. Da tener presente, un dato non di poco conto, che la Fns Cisl Lazio per il NC di Rebibbia ha chiesto la chiusura del Reparto G9, in quanto degradante sia per i detenuti, sia per gli agenti di Polizia Penitenziaria che vi prestano servizio. Ritrovamenti di cellulari e di quantitativi di droga sono ormai all’ ordine del giorno, basti consultare la cronaca. Suicidi ed episodi di violenza sono purtroppo divenuti una consuetudine. Ciò evidenzia accanto ad un forte ed innegabile disagio sociale, una carenza strutturale, per cui il Ministero della Giustizia e la Regione, in qualità di ente territoriale, debbono obbligatoriamente prendersi a carico questa problematica, intervenendo con prontezza sia per salvaguardare la sicurezza del cittadino, sia per restituire dignità alla migliaia di persone recluse, che stanno percorrendo un iter rieducativo, ma anche per gli agenti che quotidianamente prestano servizio nei detti istituti penitenziari.

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