Cassino. La Grieco (PD) si dimette. Carlo Maria sempre più via…

Momenti febbrili all’ombra dell’abbazia. I corridoi del comune di Cassino, soprattutto negli ultimi giorni, ascoltano di tutto. È una crisi amministrativa senza esclusione di colpi quella che si sta consumando in piazza Alcide De Gasperi. L’ultima notizia in ordine di tempo, è quella delle dimissioni rassegnate ieri mattina dalla consigliera d’opposizione Sarah Grieco, una delle papapili alla carica di candidato sindaco del centrosinistra qualora si tornasse alle urne. Il che sta diventando quasi un’ovvietà, perché al centrosinistra cassinate mancherebbero soltanto sei firme per mandare a casa D’Alessandro. Il registro aperto dal notaio Colella conta 7 firme, mancano ancora quelle dei consiglieri Mosillo, Di Rollo, Mignanelli, Grossi e Sebastianelli, che hanno votato la mozione di sfiducia in Aula poche settimane fa. Il registro è aperto fino al 25 gennaio. Una settimana circa per sbarazzarsi di Carlo Maria, direttamente dai banchi dell’opposizione. Sempre che a firmare la condanna a morte della sua creatura politica non sia la stessa Forza Italia. Le 48 ore stanno scadendo, e il tic toc dell’orologio si fa sempre più pressante. Intanto il Pd, in vista di un sempre più probabile ritorno al voto, si sta riorganizzando, e le dimissioni della Grieco vanno lette proprio in quest’ottica. Potrebbe essere lei il centravanti da schierare nella partita delle comunali di primavera. La piddina intanto, dopo aver firmato le dimissioni ha detto: “Nonostante, come più volte dichiarato, credo che le decisioni politiche vadano prese nelle istituzioni, e non negli uffici notarili, sono convinta che in un momento cosi’ critico per la città, dobbiamo fare tutto ciò che è nella nostra disponibilità per mandare a casa questa amministrazione. Per questo mi sono recata presso lo studio del notaio Colella e ho rassegnato le mie dimissioni da consigliere comunale. Non avrei mai creduto, dopo la mia elezione, di trovarmi costretta ad un simile gesto, ma la situazione è diventata insostenibile. Andiamo al voto”.

Cinzia Cerroni