Cassino. Stoccaggio rifiuti sanitari, Petrarcone risponde a D’Alessandro

Ecco la nota diramata da Giuseppe Golini Petrarcone in risposta al primo cittadino di Cassino: “Il Sindaco D’Alessandro convoca conclavi e riunioni a tutte le ore del giorno e della notte.
Da una parte è impegnato a ricompattare i cocci di una maggioranza che si sta rendendo conto della inconsistenza della propria azione amministrativa e di chi la governa. Dall’altra tenta di scaricare su altri, come al solito, responsabilità per questioni amministrative che riguardano il nostro Comune. E’ il caso dell’impianto di stoccaggio di rifiuti sanitari, autorizzato in Via Cerro in Cassino, in favore della Società FIOTECH, in un sito a vocazione industriale già da vari decenni.
Su questa vicenda D’Alessandro si è affrettato a convocare e naturalmente divulgare un vertice in comune per decidere il da farsi avverso questa autorizzazione, che a suo dire sarebbe stata rilasciata con il benestare della passata amministrazione.
D’Alessandro non finisce di stupire e dimentica che la campagna elettorale è terminata, quella comunale; ma forse è l’altra competizione elettorale, quella che vedrà impegnato prossimamente Mario Abbruzzese, ad interessarlo e motivarlo. A tal proposito D’Alessandro, che sembra caduto da un pero e meravigliato del rilascio di questa autorizzazione, avrebbe potuto chiedere proprio ad Abbruzzese durante una delle loro inutili vacanze all’estero, lumi su questo iter amministrativo.
E già, perché proprio Abbruzzese gli avrebbe potuto dire che quell’iter è iniziato nel suo primo mandato regionale a presidenza Polverini (anno 2011) e si è concluso durante il suo secondo mandato da consigliere regionale.
Ma soprattutto gli avrebbe potuto riferire che la V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) e la A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) sono di competenza regionale.
D’Alessandro avrebbe potuto ancora apprendere da Abbruzzese che l’iter autorizzativo di tale impianto, che è di competenza esclusivamente regionale, ha avuto i pareri dei vari enti interessati, fra cui l’ARPA Lazio, e che il Comune di Cassino ha solamente partecipato alle Conferenze dei Servizi, convocate in Regione, attraverso l’allora dirigente Ing, Pio Pacitti, al solo fine di verificare la compatibilità urbanistica e la eventuale insistenza sul sito di usi civici. Nessuna altra competenza o incidenza il Comune poteva avere per il rilascio o il diniego della autorizzazione de quo.
Per dovere di informazione va detto che accluse a questa autorizzazione vi sono ben 72 prescrizioni, gestionali ed esecutive, divise in 4 fasi, “fase di cantiere”, “fase di esercizio”, opere a verde” e “sicurezza dei lavoratori”, che tutelano proprio la sicurezza di chi dovrà prestare la propria opera nel sito e la salubrità dell’ambiente circostante.
Per ultimo devo constatare che su questi argomenti, oltre allo scaricabarile, si tenta di fare disinformazione, demagogia, o peggio ancora terrorismo mediatico. E quel che più deve far riflettere è che a farlo è chi ha responsabilità di governo del nostro territorio”.

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