Dibattito tra “Sì” e “No”, la Spilabotte e il valore del confronto

E’ stato un momento importante il dibattito tra “sì” e “no” al referendum costituzionale che si è tenuto ieri nella sala conferenze del ristorante “Memmina” a Frosinone. Un confronto che non è stato “sereno”, com’era presumibile dall’alta tensione che aleggia sul referendum costituzionale, ma che segna un momento comparativo che dovrebbe essere ripetuto. Partecipavano su fronti avversi il senatore Maria Spilabotte (Pd) per il “sì” e il presidente di Futura Umanità Paolo Ciolfi per il “no”; l’on. Nazzareno Pilozzi (Pd) per il “sì” e l’on. Riccardo Agostini, consigliere regionale Pd, per le ragioni dei “no”. Il confronto, organizzato dalla rivista online UNOeTRE.it, non poteva essere “sereno” anche perché era un dibattito tutto in seno alla sinistra e la “questione costituzionale” è il dente cariato che pulsa nelle tempie lancinanti dolori più di ogni altra faccenda in questo periodo per l’avvicinarsi di un voto (l’ormai celeberrimo 4 dicembre), visto come uno spartiacque per gli assetti politici dell’immediato futuro. L’importanza del confronto, il primo che non fosse un’iniziativa tutta “sì” o tutta “no” rischia però di passare in secondo piano per l’episodio che vede come protagonista il senatore Spilabotte, la quale fortemente avversata da una parte della platea che rumoreggiava e non le faceva continuare il discorso, ha dapprima invitato una persona del pubblico più incalzante delle altre a uscire dalla sala se non voleva sentirla e poi ha lasciato i lavori dicendo (non al microfono) “ma vada a quel paese” e non parole peggiori come è invalso, anche se il significato è il medesimo. Le sfumature, però, contano e determinano una sostanza che segna il discrimine tra lo sfogo e la maleducazione, tenendo anche ben presente il contesto di un acceso battibecco dal quale l’episodio non va estrapolato, motivo per il quale ci sentiamo di spezzare una lancia in favore del senatore, derubricando il fatto a un eccesso di vis polemica da parte di tutti. E qui, semmai, sta Il problema. In sintesi, la materia sulla quale ragionare e che assume importanza non è l’alterco tra un sostenitore del sì che sta su un podio e qualcuno che l’avversa che sta in platea, perché questa è ormai prassi alla quale siamo abituati, anche in esempi ben peggiori addirittura in trasmissioni televisive di diffusione nazionale. Il problema, semmai, è di una sinistra che non sa più discutere, che non ha pazienza nell’ascolto reciproco e che è talmente abituata a ripiegarsi su se stessa, nelle rispettive stanze, da non considerarsi più quale corpo che sviluppa una dialettica per incidere sulle coscienze politiche in uno spirito proattivo. Una sinistra che è capace solo di scontrarsi. La domanda alla quale non si risponde colpevolmente è: qual è la vera sostanza politica del dibattito sviluppato nella sala di quel ristorante? La sostanza sta nell’alterco? Se così fosse, credo che saremmo tutti concordi nel sancire una povertà d’argomenti che renderebbe indecorosa l’intera rappresentanza politica presente in quella sala. E’ evidente che le cose non stanno in questi termini, che è giunta l’ora di alzare il livello dell’attenzione e di concentrarsi, anziché su episodi insignificanti, su ben altri significati che l’encomiabile iniziativa di UNOeTRE.it, i relatori, la Spilabotte e il suo incalzante interlocutore che interveniva dal pubblico, avevano certamente in animo insieme all’intera platea.

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Dario Facci
Direttore at Pertè Online
Dario Facci è un giornalista e un fotografo, ha iniziato nella rivista mensile “Lo Stato delle Cose” e ha lavorato presso RTM RadioTeleMagia, RTM Televisione, TVN Televisione, Lazio Tv. Ha diretto Ciociaria Oggi, l’edizione frusinate de L’Opinione, Accademia del Buongustaio, Numero Zero, Perté Magazine, Il Regionale, La Provincia Quotidiano.

E’ attualmente direttore di Perté Week, Perté Online e Radio Pertè. Ha collaborato con L’Unità, La Repubblica, Sinistra Europea, Qui Magazine, To Be, Ciociaria Turismo. Sue fotografie sono state pubblicate su Ciociaria Oggi, La Repubblica, L’Unità, iI Tempo, La Gazzetta del Mezzogiorno, Novi Listi Glas Istri (Croazia), Primer Acto (Spagna), Village Voice (Stati uniti d’America), La Maga (Cile), To Be, Qui Magazine, Accademia del Buongustaio, Numero Zero, Pertè Magazine, Perté Week
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