Ferentino, nessun impianto di compostaggio autorizzato

“I consiglieri di opposizione ancora una volta non perdono occasione per  fare disinformazione confondendo un impianto di compostaggio con un impianto di messa in riserva”. Questa l’accusa della maggioranza che governa Ferentino. La società Rodesco, scrive l’amministrazione, come si ricorderà nello scorso 2014, aveva richiesto l’autorizzazione per un impianto di compostaggio di circa 50 mila tonnellate l’anno, autorizzazione respinta. Nel febbraio 2015 la stessa società ha inoltrato all’Amministrazione provinciale, ente competente, una richiesta in procedura semplificata per un impianto di messa in riserva, progetto che nulla ha a che fare con un impianto di compostaggio. In questo caso non si tratta di una autorizzazione ma di una comunicazione di iscrizione al registro provinciale per una attività che permette all’azienda di stoccare, separare e compattare i seguenti materiali: legno, plastica, carta, cartone e gomme per poi essere conferiti alle ditte autorizzate al recupero. Le attività vengono eseguite all’interno del capannone industriale senza alcun trattamento dei materiali, e all’esterno dello stesso non avviene nessuna attività. Non vi sono acque di processo, acque di prima pioggia, né emissioni in atmosfera. La quantità di materiale comunicata è di 2100 tonnellate l’anno, che equivalgono a circa 7 tonnellate al giorno. In sostanza si potrebbe paragonare a ciò che avviene all’interno di un’isola ecologica, o forse ancor meno tenuto conto che in questo caso non vi è la presenza della frazione umida. Il comune di Ferentino pertanto non ha rilasciato alcuna autorizzazione e l’amministrazione comunale non ha tenuto nascosto nulla, considerato che l’iscrizione da parte della provincia è avvenuta martedì 9 febbraio ed è stata comunicata al comune solamente nel pomeriggio di oggi.

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