Fiuggi. Lazio Ambiente, Ciacciarelli si appella alla Regione Lazio

Esprimo la mia vicinanza, la mia solidarietà, ai dipendenti della società Lazio Ambiente, azienda che si occupa del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti in ben ventidue comuni della provincia di Roma, assieme a Fiuggi, comune della nostra Provincia. Da tempo i dipendenti chiedono e si battono per la salvaguardia dei livelli occupazionali contro il ricorso ad ammortizzatori sociali quali la cassa integrazione, nel timore costante che si materializzi la fuga dei comuni conferitori, che si assista ad una cessione delle quote societarie con la conseguente incognita sull’identità del nuovo proprietario. Accanto a queste preoccupazioni, oserei definire, più che legittime, vi è il timore che la gestione della società da pubblica diventi privata. Ebbene, il capitale dell’azienda, attualmente, è detenuto dalla Regione Lazio, ma con la nuova legge di Stabilità per l’anno 2017 la stessa Regione ha stabilito che il pacchetto azionario possa essere acquistato anche da un privato, sotto il 51% del capitale societario. A questo punto i lavoratori si sono appellati alla Regione, affinché recedesse dalla dismissione delle quote, dalla cessione o messa in liquidazione, chiedendo a gran voce che la natura dell’azienda restasse immutata, ossia a totale partecipazione pubblica. Il nodo della questione risiede nel modus operandi adottato dalla società, o meglio nella sua riluttanza ad avviare un nuovo corso, dando vita ad un processo innovativo per il rilancio delle attività che mirasse ad un nuovo ciclo dei rifiuti, assieme ad un nuovo modello di economia circolare, che avrebbe garantito maggior occupazione ed indiscussi profitti. In questo quadro di mala gestione, vi è da sottolineare che numerosi comuni hanno denunciato la carenza di servizi, i costi elevati, accanto ad un’errata gestione delle risorse pubbliche. Tra i comuni uscenti vi è Subiaco che dal primo gennaio 2017 ha affidato il servizio di trattamento e smaltimento dei rifiuti ad un’altra società. C’è da tener presente che le casse dell’azienda risentono anche del ritardo ormai cronico dei pagamenti da parte degli stessi comuni. Mi appello, a questo punto, alla Regione, esortandola a dare il via ad un nuovo corso, che non si affidi temporaneamente a manager di transizione, ma che metta in atto una gestione a lungo termine, che permetta di impiegare al meglio le risorse pubbliche a sua disposizione, che progetti un nuovo ciclo di rifiuti, che si adoperi al fine di creare, garantire, profitti ed occupazione. Ciò può avvenire soltanto in una progettualità a lungo termine. Occorre andare al fondo del problema, non trovare soluzioni tampone, che puntualmente si rivelano fallimentari.

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