Frosinone. Il consiglio comunale decide oggi sull’acquisto della Banca d’Italia

La sede della ex Banca d'Italia a Frosinone

L’operazione della ex Banca d’Italia, sarà sottoposta oggi al vaglio del Consiglio comunale, competente sull’acquisto, trattandosi di un contratto pluriennale, fermo restando l’indicazione delle risorse finanziarie in tale lasso di tempo necessarie per tale acquisizione, che prevede anche la vendita o la messa a rendita dei beni di proprietà comunale liberati dal trasferimento nella nuova sede.

“L’acquisto del palazzo della Banca d’Italia, nella parte alta della città – ha dichiarato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani – restituisce al capoluogo una parte importante della propria identità, storica e culturale dopo che, settant’anni fa, la sede municipale era stata bombardata e distrutta nel corso dell’ultimo conflitto bellico. La nuova casa comunale, anche grazie al pregio istituzionale e architettonico dell’immobile ex Banca d’Italia, contribuirà a rafforzare il senso di appartenenza ad una comunità coesa che, spesso, ha dato prova di grande generosità e solidarietà verso l’intero territorio provinciale”.
Il Consiglio comunale, lunedì prossimo, sarà infatti chiamato a pronunciarsi sul passaggio definitivo dell’acquisto di un immobile di pregio tramite lo strumento finanziario, finora mai utilizzato in Italia, del rent to buy. In questo modo, l’amministrazione Ottaviani intende chiudere il percorso volto all’acquisizione, all’interno del patrimonio pubblico, dell’immobile della Banca d’Italia, che insiste su piazzale Vittorio Veneto, per destinarlo a nuova sede comunale, ove verrà insediata anche la pinacoteca del capoluogo. L’operazione, condotta personalmente dal sindaco, Nicola Ottaviani, con l’assessorato della governance, coordinato da Pasquale Cirillo, e con quello al bilancio, coordinato da Riccardo Mastrangeli, attraverso una condivisione voluta con tutti i gruppi consiliari della maggioranza, consoliderà ulteriormente la vocazione storica e culturale della parte alta della città.

Cinzia Cerroni