Rapporto Corte dei Conti e proposte di Alternativa Popolare, parla Amata

La Corte dei Conti nel suo Rapporto 2017 registra dei dati penalizzanti per l’economia italiana. Infatti, con il cuneo fiscale che supera di 10 punti la media dell’Unione Europea, si evidenzia quanto sia urgente una riforma della tassazione per rendere il nostro Paese attrattivo per gli investimenti al fine di generare più occupazione, più consumi e, dunque, più gettito. Nella fase avanzata della globalizzazione gli imprenditori hanno la facoltà di scegliersi il sistema di regole con le quali interagire. Pertanto, assistiamo a fenomeni di delocalizzazione di attività produttive in realtà più competitive e con una pressione fiscale tollerabile. Secondo la magistratura contabile, “accanto a una pressione fiscale tra le più elevate dei Paesi Ue (42,9% del Pil), il total tax rate stimato per un’impresa di medie dimensioni, testimonia di un carico fiscale complessivo che penalizza l’operatore italiano in misura (64,8%) eccedente quasi 25 punti l’onere per l’omologo imprenditore dell’area Ue/Efta”. Per la Corte dei Conti “anche i costi di adempimento degli obblighi tributari che il medio imprenditore italiano è chiamato ad affrontare sono significativi: 269 ore lavorative, il 55% in più di quanto richiesto al suo competitor europeo”. Sono dati che pesano come un macigno sulla ripresa della nostra economia che non può sprigionare tutte le sue energie in una condizione di vessazione fiscale che si perpetua da anni. La stabilità ha consentito di ridurre lo spread sotto i 200 punti, dopo i picchi negativi di oltre 550, documentando un significativo risparmio per gli interessi che lo Stato paga sul debito e quindi un risparmio per tutti: le famiglie, i cittadini e le imprese. Un risparmio da destinare alla riduzione delle tasse che si pagano sul lavoro e all’aumento delle risorse in busta paga agli operai. La pressione fiscale rappresenta un fattore ostativo dello sviluppo italiano. Le tasse servono per rimborsare anche il debito pubblico, che è una forma di finanziamento delle spese che equivale a una tassa la cui riscossione è differita. La pressione fiscale può essere ridimensionata solo se si promuovono politiche finalizzate alla crescita e capaci di liberare il potere d’acquisto delle famiglie, generando una spesa privata dalla quale deriva un rilevante gettito tributario. Così come l’abolizione dei voucher ha significato scaricare il problema su famiglie, disoccupati, associazioni non profit e imprese a cui sono stati sottratti uno strumento di semplificazione nell’attivare contratti lavorativi di tipo occasionale e stagionale. Alternativa Popolare ha formulato al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, una serie di proposte da tradurre in un decreto al fine di colmare il vuoto provocato dall’abolizione dei voucher, istituendo i buoni famiglia, estendendo il lavoro a chiamata e introducendo i mini jobs sul modello tedesco. I pilastri su cui deve fondarsi la prossima manovra finanziaria sono sintetizzabili nel supporto alle famiglie e ai lavoratori.

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