SEVERO LUTRARIO TIRA DRITTO: LA VOTAZIONE SULLA MESSA IN MORA DI ACEA E’ LEGITTIMA

Dubbi sulla votazione per la messa in mora di Acea Ato 5. A sollevarli, il sindaco di San Giovanni Incarico, Antonio Salvati,  secondo il quale doveva essere fatta con doppio conteggio, altrimenti è nulla. Il comitato Acqua Pubblica, risponde  che l’Assemblea dei Sindaci è regolata solo dalla Convenzione di Cooperazione che non dice che nell’Assemblea si debba votare per chiamata nominale ma richiede solo che le decisioni abbiano la doppia maggioranza (per numero di comuni e per numero di abitanti). Allora per conoscere l’esito di una votazione che presenti una spaccatura nell’Assemblea il voto nominale diviene una necessità di fatto per verificare se la maggioranza dei comuni favorevoli rappresentino o meno anche la maggioranza dei comuni rappresentati. Ma nel caso di un voto unanime (anzi col voto contrario del solo Salvati) questa verifica non è necessaria. Questo perché, come succede in qualsiasi assemblea, quando questa è dichiarata valida (e questo avviene al suo inizio) lo resta sino ad un’eventuale verifica che stabilisca la non permanenza del numero legale dei partecipanti. Nel caso in esame peraltro la legittimità delle decisioni assunte è confermata dalla votazione successiva. Capiamo che i signori di una precisa parte politica ed i loro tirapiedi abbiano la necessità in qualche modo di giustificare il fatto che non sia stato consentito loro di piantare la bandierina su un atto fondamentale (e tutt’altro che risolutivo) di questa vicenda, ma è comunque inaccettabile che arrivino a fare gli avvocati d’ufficio di ACEA innescando una polemica strumentale utile solo agli interessi di questa. D’altra parte sono anche coloro che fingono di non sapere che 90 o 180 o 300 giorni sono la stessa cosa se il quadro normativo nazionale si consolida prima che la Regione Lazio si decida ad attuare la legge n.5 consegnando comunque il nostro territorio ad ACEA S.p.A. Il prossimo immediato passaggio è quindi in Regione. L’assessore Refrigeri aveva preso dinanzi al Consiglio regionale l’ennesimo impegno di portare in aula la proposta di Giunta per l’attuazione della Legge Regionale 5/2014. Come purtroppo ci ha abituato, le sue promesse sono rimaste tali e, per il tempo che ci rimane, non possiamo consentire che la Regione continui a perdere tempo, pena la permanenza di Acea (magari sotto altro nome).

Cinzia Cerroni
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