Sperduti ( FI): “Più fondi ai centri antiviolenza e alle case rifugio”

“Il fenomeno della violenza sulle donne rappresenta una delle più estese e raccapriccianti violazioni dei diritti umani fondamentali, perché costituisce il principale ostacolo al raggiungimento della piena parità dei sessi”, così la responsabile provinciale Pari opportunità di Forza Italia Martina Sperduti, a pochi giorni dalla giornata contro la violenza di genere. “Ogni giorno vengono denunciate 11 violenze sessuali nel nostro Paese , e in 12 anni sono state oltre 2mila le donne vittime di femminicidio. Proprio per questo motivo, alla luce di questi dati, il nostro impegno per la lotta e la prevenzione di ogni forma di violenza  deve essere quanto mai convinto ed incisivo. L’approccio al fenomeno della violenza sulle donne è cambiato nel corso degli anni, dobbiamo riconoscere i risultati ottenuti grazie al lavoro della politica. L’analisi, il monitoraggio, le azioni di supporto alle vittime, la prevenzione e la sensibilizzazione son ostati punti prioritari durante il Governo Berlusconi. Cosa che è mancata nei successivi governi di Sinistra. Le Istituzioni, in modo trasversale, devono tornare a dialogare tra loro.” L’esponente di Forza Italia preme poi sulla necessità di erogare ulteriori finanziamenti ai centri antiviolenza, e alle case rifugio, per evitare la loro chiusura. “Accanto alle risposte normative”, ha poi spiegato la Sperduti, “vogliamo mettere in campo una battaglia culturale ed educativa ancora più forte di quella che si è fatta in questi anni e che deve partire dal rifiuto dell’idea malata che l’amore si affermi attraverso il possesso e il possesso attraverso la sopraffazione e l’abuso. Per fare ciò bisogna promuovere il valore della diversità di genere.” L’azzurra ha poi chiosato: ” serve un cambiamento profondo, in grado di penetrare nel tessuto sociale del nostro Paese, che affronti il 0problema alla sua origine e che poggi sulla prevenzione, l’educazione e la cultura, un percorso di rieducazione non solo degli uomini deboli o violenti, ma della società tutta.”

Cinzia Cerroni